Bloodylicious nasce in Puglia, da un’idea della fondatrice, la designer Francesca E. Ungolo, sviluppata nel suo lavoro di tesi in Design della Comunicazione, presso l’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Firenze.
Tutto parte dall’esigenza di creare un sistema di economia circolare che coinvolga
l’industria della moda promuovendo il riuso, il riciclo e l’utilizzo di materie prime biologiche, attraverso la produzione e vendita di abbigliamento ecologico e sostenibile, realizzato con tessuti recuperati e basi biologiche.

Bloodylicious nasce in parallelo con la campagna Detox di Greenpeace di cui supporta i Valori e la Mission

Fondamentale nella Mission di Bloodylicious è il sostegno a un’industria della moda che rispetti l’ambiente, la salute e la dignità dell’uomo: il progetto nasce infatti parallelamente al lancio della campagna Detox di Greenpeace contro l’inquinamento ambientale e l’utilizzo di sostanze tossiche nell’industria tessile, obiettivo di cui si fa promotore.
La campagna è stata lanciata dal movimento per l’ambiente nel 2011, in seguito alla scoperta di due impianti tessili in Cina, commercialmente legati a diverse aziende internazionali di abbigliamento, che scaricavano sostanze tossiche e pericolose nei delta del fiume Yangzte (o Azzurro) e del fiume delle Perle.
L’utilizzo di queste sostanze tossiche nella produzione di capi d’abbigliamento non è dannoso solamente per l’ambiente, ma anche per la salute dell’uomo.

Il movimento Fashion Revolution nasce e si sviluppa in tutto il mondo in seguito agli accadimenti di Rana Plaza in Bangladesh, dove, il 24 aprile 2013, il crollo di un complesso produttivo tessile ha provocato la morte di 1133 persone.
Le condizioni precarie di lavoro dei dipendenti coinvolti nel tragico fatto di cronaca e i problemi generali e profondi che coinvolgono l’industria tessile globale hanno spinto alla nascita di questo movimento, che, attraverso buone pratiche e iniziative speciali, sostiene lo sviluppo di un’industria della moda che rispetti le persone, l’ambiente, la creatività e il profitto in eguale misura.

Bloodylicious vuole creare un circuito-distretto “ecofriendly-wear”, in cui aziende del settore tessile, pugliesi e italiane, possano entrare in un sistema virtuoso che prevede:
la donazione di scarti di lavorazione, evitando che finiscano nel rifiuto indifferenziato
la riduzione dell’impatto sull’ambiente e sull’uomo, attraverso l’utilizzo di materiali biologici, naturali e anallergici, prodotti senza l’uso di insetticidi, pesticidi, concimi di sintesi e tinture artificiali.
La condivisione di questi principi e il raggiungimento di determinati quantitativi di scarti di lavorazione, conferiti durante l’anno, si trasforma in un “bonus” di comunicazione e pubblicità sul circuito dei clienti Bloodylicious, a favore dell’azienda virtuosa.

We Reduce!

We Reduce!

Evitiamo gli sprechi, creando toppe decorative ottenute da tessuti di scarto e riduciamo l’inquinamento ambientale, lavorando magliette in cotone 100% biologico certificato, naturali e anallergiche poiché prodotte senza l’uso di insetticidi, pesticidi, concimi di sintesi e tinture artificiali.

We Reuse!

We Reuse!

Ridiamo vita a materiali altrimenti destinati a diventare rifiuto, riscoprendo le buone pratiche del passato, in maniera nuova, creativa ed ecosostenibile.

We Recycle!

We Recycle!

Ricicliamo e utilizziamo tessuti di scarto, donati da industrie tessili pugliesi e italiane, lavorandoli e trasformandoli in patch decorative per le nostre magliette personalizzate e accessori.

We are Fashion!

We are Fashion!

Creiamo t-shirt personalizzate e accessori dal design UNICO, lavorati a mano, uno a uno e per tutta la famiglia.
Ogni prodotto è originale ed esclusivo e racconta la storia di chi lo ha scelto e personalizzato; il disegno o toppa creato è ogni volta diverso e unico, in base ai tessuti disponibili in laboratorio e con un nostro tocco creativo finale che sorprende tutti i Bloody lovers.

Il nostro Cotone è CERTIFICATO

Crediamo in un’industria della moda rispettosa dell’ambiente e dell’uomo: per sostenere il nostro credo, utilizziamo solamente t-shirt in cotone 100% biologico certificato e non solo.
La produzione delle nostre magliette è regolata dalle principali certificazioni per l’industria tessile biologica, che non si limitano solamente a garantire l’utilizzo di materiali liberi da sostanze nocive, ma anche alla tutela dei lavoratori e alla regolamentazione dei processi produttivi nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.

COTONE BIOLOGICO
– No sostanze nocive
– Utilizzo limitato di Acqua e risorse energetiche
– Garanzia del salario minimo e del rispetto e tutela del lavoratore
– Certificazioni e continui controlli sulla filiera produttiva e il prodotto
COTONE STANDARD
– Utilizzo di pesticidi, fertilizzanti e altre sostanze tossiche
– Ingente utilizzo di acqua e sovrasfruttamento del terreno
– Sfruttamento e schiavismo dei lavoratori; lavoro minorile

La Fair Wear Foundation è un’organizzazione senza scopo di lucro, nata per salvaguardare le condizioni dei lavoratori del campo tessile, in 11 paesi di produzione tra Asia, Europa e Africa.

Avendo riportato le emissioni di gas serra a un livello pre industriale, tutta la gamma Earth Positive® porta il marchio registrato “Climate Neutral”. I capi sono realizzati utilizzando esclusivamente energie rinnovabili, eolica e solare.

Il Global Organic Texile Standard (GOTS) è riconosciuto come il più importante standard internazionale per la certificazione dei prodotti tessili realizzati con fibre naturali, da agricoltura biologica.

La Soil Association Organic è la principale organizzazione di certificazione delle produzioni biologiche del Regno Unito. È sinonimo di prodotti sani e metodi produttivi rispettosi dell’ambiente.

certificazione oeko tex

OEKO-TEX® STANDARD 100: questo sistema di test e certificazioni per prodotti tessili nasce nel 1992 e rappresenta oggi una delle certificazioni più richieste nel settore: attesta che il produttore è certificato come ambientalmente ecocompatibile, sia nei processi che negli stabilimenti, oltre che testato circa l’assenza di sostanze nocive nella sua filiera produttiva.